• Balliamo?

    Ieri ho visto un video bellissimo.

    Parla di una bambina che vuole iscriversi a un corso di danza, mentre il papà ha scelto per lei corsi di inglese, informatica, scacchi perché le apriranno un futuro. Mentre il papà le spiega tutto ciò che potrà avere seguendo quei corsi e sacrificando il suo essere bambina risate in sottofondo tipiche da serial americano.

    I commenti che ho visto più frequenti che ho letto su facebook fanno riferimento ai bambini e alle bambine. Ma è possibile che non riusciamo a pensare a noi? O almeno alla nostra parte bambina che ancora oggi ci chiede di ballare invece che seguire corsi di perfezionamento, tutorial, indici di borsa etc…

    Il video non ci insegna solo a ricordarci dei nostri sogni, ma ci parla dell’integrità di questi sogni. Sacrificarli vuol dire adattarci a una società che ci vuole schiavi, succubi di numeri e norme. Significa non dare importanza alla nostra fantasia, fino a ucciderla.

    Abbiamo dei sogni?
    Quanto dedichiamo a perseguirli?
    Con che energia nutriamo i nostri sogni e le nostre aspirazioni?
    A seguire le indicazioni di chi sa sempre cosa è meglio per noi rischiamo di non avere più tempo da dedicarci. Rischiamo di non avere più sogni. Rischiamo di non voler avere più sogni.

    E rischiamo soprattutto di perdere la nostra integrità. Di lasciare che qualcun altro decida per noi.
    Come potremo cambiare una società che non ci piace?
    Dove troveremo la forza?

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  • XI Non attendere. Se vuoi fare una cosa, falla e basta

    Oggi primo giorno parigino. Sveglia non troppo presto e colazione. Il tempo non è dei migliori, ma poi si rasserena. Ci sono i miei genitori per questi primi giorni, quindi un po’ di ore le voglio trascorrere a fare la turista con loro.
    Avevo detto “quando sarò a Parigi mi dedicherò solo alla ricerca” e già contravvengo a questa dichiarazione. Tuttavia mentre la mamma prepara il pranzo decido di guardare i corsi dell’EHESS e di scrivere qualche mail per capire se i prof mi accolgono nei loro corsi, hanno indicazioni bibliografiche e qualche notizia in più rispetto alle schede presenti in internet.

    Poi esco e iniziano i giri per Place de la Concorde, il Louvre, Place Vendome etc etc.
    Solo a casa ho il wifi quindi mi rilasso all’idea che difficilmente ci saranno sms in arrivo, aggiornamenti di stato di facebook o messaggi di whatsapp a distrarmi dal mio presente.

    Quando torno a casa tra le varie mail leggo quella della prof. del seminario di Storia sociale dei femminismi tra XIX e XX secolo che oltre a darmi notizie sulle sue lezioni mi chiede se posso fare una lezione sul femminismo italiano. A parte rimanere perplessa su cosa dire – io che proprio da quello torinese me ne sono voluta andare via in questa trasferta parigina – sono rimasta colpita da questa richiesta!

    E allora mi viene da scrivere che veramente l’universo sostiene ciò che noi desideriamo! ma sostenendolo ci chiede di fare un primo passo, osare, tentare di realizzare i nostri sogni!
    Troppo spesso ci fermiamo davanti alla paura del fallimento, della derisione, della sconfitta. E invece proviamo a pensare che tutto sia semplice, che ce la possiamo fare, che il nostro desiderio è già realtà, l’ottimismo ci aiuterà a realizzare i nostri sogni meglio e più velocemente!

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  • Sognare audacemente

    Per chi si sta chiedendo se valga la pena sognare.
    Per chi dopo aver deciso di sognare si sta chiedendo quale sogni fare 
    Per chi sta pensando che i sogni siano limitati al tempo notturno
    Per chi ha bisogno di un piccolo incitamento a realizzare i propri sogni …  

    Quando non si facessero più sogni audaci,
    anche le azioni audaci sulla Terra cesserebbero.

    I sogni audaci sono il carburante indispensabile
    per il motore del Fare.

    I sogni audaci sono la miccia d’oro
    per la forza vitale dell’Essere.

    Ciò che non si può sognare
    non si può fare.

    Rialzatevi!
    Non impeditevi di sognare,
    seminate ovunque
    i sogni più belli,
    i sogni più audaci
    sorti dall’Anima con un ruggito.

    Clarissa Pinkola Estés tratto da “Forte è la Donna

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