Contraddizioni e paradossi
Oggi è una giornata in cui sono arrivate varie illuminazioni.
Sembra che questo esilio parigino che mi fa tanto femminista radical chic mi doni continua lucidità.A volte mi sembra che su facebook si possano condividere solo foto di bambini, matrimoni, gatti e che i discorsi sociali siano limitati alle cerchie di intellettuali – da cui io da sempre rifuggo.
Non capisco perché sia così difficile andare oltre l’invettiva e la polemica, che tanto non cambiano le cose. Pare non ci possa essere ragionamento, ma è comunque un luogo virtuale in cui la maggior parte delle persone passa molto tempo. Eppure ci si dibatte tra promozione dei propri libri, spettacoli, corpi etc etc … e condivisione di notizie manco fossimo giornalisti dell’ansa.
Oggi ho pensato a molte contraddizioni e tanti paradossi che invadono la mia vita e le persone che mi circondano. E’ un discorso annoso ma che bisognerà pur ritirare fuori se si vuole davvero cambiare questa società mica tanto civile (prima di guardare oltre frontiera).
“è e rimane scandaloso che persone che svolgono attività necessarie e fondamentali per l’umana convivenza siano sistematicamente tenute in stato di dipendenza economica, per esempio da quanti commercializzano beni totalmente superflui o vendono stupidissimi talk show o svolgono in qualche ufficio compiti amministrativi perfettamente inutili * [Ina Praetorius, Penelope a Davos]
Nella foto donne meravigliose reclamano la pensione per le casalinghe. ADORO la loro BALDANZA!
E penso proprio che la condivisione di questa baldanza possa generare energia positiva contro i soprusi!
Questione di prospettive
Facendo zapping sul televideo delle
reti mediaset ho trovato un’intervista a Gianna Nannini sul nuovo
album “Inno”. Per chi non avesse – non volesse guardare il
televideo posto il link all’intervista (molto interessante) in cui
Gianna parla dei pezzi dell’albumC’è però all’inizio una bella
dichiarazione d’amore nei confronti della figlia Penelope. Ed è
questa frase che mi ha colpito e che voglio condividere. Solitamente
si usa giustificare, soprattutto se si è donne, la scelta di avere o
non aver fatto figli o figlie. Molto spesso ci si chiede come si
possa mettere al mondo degli infelici, delle infelici. In un mondo
come questo? Dove si stanno perdendo i valori, le persone ti fanno
del male, sei a rischio povertà e tutta un’altra serie di calamità
sono pronte a rovesciarsi addosso a chi nasce, chi osa pensare a
riprodursi? Perché riprodursi significa pensare al futuro,
perpetuare il mondo. In qualche modo farlo sopravvivere.Ma non si tratta solo di sopravvivenza.
A questo proposito Gianna Nannini dice “Ho messo al mondo Penelope
per cambiarlo, questo mondo. Non sono preoccupata”. Quale più
grande atto di fiducia e di amore si può chiedere a una madre? Se
solo si dicesse questo ai propri figli e alle proprie figlie
soprattutto (visto che l’educazione al genere è ancora troppo
frequente) sono convinta che ci sentiremmo più autorizzate e
autorizzati a pensare che veramente possiamo cambiare il mondo.Perché quando siamo giovani pensiamo
che possiamo cambiarlo e poi ci rimediamo a vivere sperando di essere
serene e sereni? “Non voglio la felicità, mi basta la serenità”
dicono molte persone. Ma cos’è la serenità? È il non cambiare mai,
il non tentare, il non fare per paura della sofferenza? Questa è
vita? Dobbiamo avere sempre la consapevolezza che il nostro stare nel
mondo lo cambia. Se facciamo qualcosa o non la facciamo, il mondo
cambia. Tocca a noi decidere come.