Luci e ombre
Una mia amica mi ha appena mandato questa pillola di felicità …
“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati
la nostra più grande paura è quella di essere potenti aldilà di ogni misura.
E’ la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo [e da piccola donna] non aiuta il mondo:
non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in se stessi
così che le persone intorno a noi si sentano insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi.
Non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce splendere
inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo della nostra paura
la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.Resistenza [il coraggio una se lo può dare]
Nei giorni attorno all’8 marzo c’è un’enorme quantità di eventi sulle donne – quest’anno purtroppo si tende a parlare troppo [e male] di donna come vittima. Ho timore che si arriverà a pensare che se non muori allora non è violenza.Come ricercatrice che si occupa della storia delle donne oggi è toccato anche a me intervenire in un convegno. Ho deciso di condividere con voi la citazione finale, tratta da un articolo di Angiola Massucco Costa del 1960 “Il coraggio, uno se lo può dare”.In questo articolo la Resistenza
viene vista come
fatto costante della storia,
finché non si arrivi a un assetto giusto dei rapporti, dell’uso
delle ricchezze e delle forze naturali, delle possibilità di fruire
dei beni culturali. La resistenza si trova nell’opposizione alle
ingiustizie operando per la libertà e il benessere di ogni persona.
Massucco Costa scrive “i grandi fatti storici devono mutare nella
coscienza nelle attitudini di pensiero e di azione prima di esplodere
più o meno violente nei moti popolari. La storia è sempre in
movimento e i cuori e le menti con essa. Nessuno ha il diritto di
tenersi in disparte e dire: lasciamo fare a chi spetta. Spetta
proprio a noi fare, e fare anche noi stessi, darci coraggio, ardore,
pazienza, costanza.Ma
a fare cosa?E
come?Bisogna
cominciare col guardarsi attorno e domandarsi: va tutto bene?Siamo
rispettosi della personalità altrui e della nostra?Siamo
impegnati in un lavoro produttivo e siamo disposti a lottare perché
esso ci sia dato se non ne disponiamo?Ci
interessiamo della cosa pubblica, siamo veramente cittadini di una
repubblica fondata sul lavoro?Siamo
disposti a lottare contro la disoccupazione, le discriminazioni
religiose, razziali, di sesso?Siamo
informati delle vie da seguire quando vogliamo elevare una protesta
pubblica o presentare suggerimenti per modificare le leggi?Ci
muoviamo in qualche modo per opporci alle ingiustizie sociali?Controlliamo
che le libertà sociali, civili, politiche siano rispettate?”Come avrete capito questo è anche un commento ai commenti dei risultati elettorali. Iniziamo da noi, sempre. Non deleghiamo mai la nostra felicità.Questione di prospettive
Facendo zapping sul televideo delle
reti mediaset ho trovato un’intervista a Gianna Nannini sul nuovo
album “Inno”. Per chi non avesse – non volesse guardare il
televideo posto il link all’intervista (molto interessante) in cui
Gianna parla dei pezzi dell’albumC’è però all’inizio una bella
dichiarazione d’amore nei confronti della figlia Penelope. Ed è
questa frase che mi ha colpito e che voglio condividere. Solitamente
si usa giustificare, soprattutto se si è donne, la scelta di avere o
non aver fatto figli o figlie. Molto spesso ci si chiede come si
possa mettere al mondo degli infelici, delle infelici. In un mondo
come questo? Dove si stanno perdendo i valori, le persone ti fanno
del male, sei a rischio povertà e tutta un’altra serie di calamità
sono pronte a rovesciarsi addosso a chi nasce, chi osa pensare a
riprodursi? Perché riprodursi significa pensare al futuro,
perpetuare il mondo. In qualche modo farlo sopravvivere.Ma non si tratta solo di sopravvivenza.
A questo proposito Gianna Nannini dice “Ho messo al mondo Penelope
per cambiarlo, questo mondo. Non sono preoccupata”. Quale più
grande atto di fiducia e di amore si può chiedere a una madre? Se
solo si dicesse questo ai propri figli e alle proprie figlie
soprattutto (visto che l’educazione al genere è ancora troppo
frequente) sono convinta che ci sentiremmo più autorizzate e
autorizzati a pensare che veramente possiamo cambiare il mondo.Perché quando siamo giovani pensiamo
che possiamo cambiarlo e poi ci rimediamo a vivere sperando di essere
serene e sereni? “Non voglio la felicità, mi basta la serenità”
dicono molte persone. Ma cos’è la serenità? È il non cambiare mai,
il non tentare, il non fare per paura della sofferenza? Questa è
vita? Dobbiamo avere sempre la consapevolezza che il nostro stare nel
mondo lo cambia. Se facciamo qualcosa o non la facciamo, il mondo
cambia. Tocca a noi decidere come.Democrazia ovvero ogni persona è potenzialmente una terrorista fino a prova contraria
Tra qualche giorno partirò per un viaggio in Sudamerica … Bolivia e Brasile mete sicure nel mezzo chissà… Il volo di andata fa scalo a Miami e lungi dal Welcome to Miami cantato da Will Smith ho dovuto compilare una dichiarazione per poter sostare negli USA – anche se solo per aspettare la coincidenza che mi portasse a La Paz … posto alcune delle domande a cui ho dovuto rispondere perché quella che viene considerata un modello di democrazia in tutto il mondo (esportabile a suon di guerre e che comunque contiene il diritto alla felicità nella propria costituzione) pratica il pensiero che ogni persona che passa sul suolo americano è potenzialmente una terrorista e sta a lei/lui l’onere della prova per togliersi da questa accusa !!!
Malattie contagiose
Ai sensi delle leggi degli Stati Uniti, le malattie contagiose che riguardano la salute pubblica sono:
- Ulcera molle
- Gonorrea
- Granuloma inguinale
- Lebbra, infettiva
- LGV (linfogranuloma venereo)
- Sifilide, fase infettiva
- Tubercolosi, attiva
- Altre malattie specificate dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani.
Disturbi fisici o mentali
Per quanto riguarda i disturbi fisici o mentali, rispondere ”Sì” a questa domanda se:
(a) Si soffre attualmente di un disturbo fisico o mentale e se il comportamento associato al disturbo potrebbe
rappresentare, o ha rappresentato, una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri; o(b) Si è sofferto di un disturbo fisico o mentale e se il comportamento precedentemente associato al disturbo,
che ha rappresentato una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri, potrebbe
ripetersi o condurre ad altri comportamenti dannosi.